
Un’intersezione stretta, un paraurti che sfiora quello del vicino, e al ritorno si scopre un graffio sull’ala posteriore. La questione della distanza tra due auto parcheggiate si pone ad ogni manovra di parcheggio in città, ma la risposta è meno evidente di quanto si creda.
Parcheggio in città: ciò che il codice della strada non specifica
Si cerca spesso un numero ufficiale, una distanza in centimetri imposta tra due veicoli parcheggiati. Il codice della strada non stabilisce alcuna distanza minima regolamentare tra due auto in sosta. L’articolo R. 412-12 impone una distanza di sicurezza di almeno due secondi tra i veicoli in circolazione, ma questa regola riguarda la guida, non il parcheggio.
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Per il parcheggio, il codice della strada si limita a obblighi generali. Il conducente deve parcheggiare il proprio veicolo in modo da non ostacolare la circolazione, non impedire il recupero degli altri veicoli e non costituire un pericolo. Nessun testo nazionale menziona un intervallo preciso in metri o centimetri.
L’assenza di un numero ufficiale non significa che tutto sia permesso. Se un veicolo parcheggiato blocca il recupero di un altro, o se la manovra di parcheggio danneggia un paraurti, la responsabilità del conducente può essere coinvolta. Per comprendere meglio le consuetudini in materia, consulta questa guida sulla distanza tra due auto parcheggiate.
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Margini di manovra realistici a seconda del tipo di parcheggio
Sul campo, la distanza utile tra due auto parcheggiate dipende dal tipo di parcheggio. In parallelo (parcheggio longitudinale), è necessario più spazio davanti e dietro per uscire dal posto. In diagonale o a spina di pesce, è l’intervallo laterale che conta per aprire le portiere.
Parallelo: anticipare l’uscita dal posto
In parallelo, lasciare uno spazio sufficiente davanti e dietro il veicolo consente di lasciare il posto senza moltiplicare le manovre. Se ci si avvicina troppo al veicolo davanti, si blocca anche il conducente parcheggiato dietro, che non potrà più uscire senza sterzare al massimo.
- Parcheggiare lasciando uno spazio visibile tra i paraurti, almeno la lunghezza di un braccio teso da ciascun lato, riduce il rischio di contatto durante il recupero
- Girare le ruote a fondo alla fine della manovra compensa parzialmente uno spazio ridotto, ma aumenta l’usura dello sterzo e il rischio di toccare il marciapiede
- Su una pendenza, tirare il freno a mano e girare le ruote verso il marciapiede limita i danni se il veicolo arretra accidentalmente verso quello parcheggiato dietro
Diagonale e a spina di pesce: la portiera come unità di misura
Nel parcheggio a spina di pesce, la questione principale è laterale. Uno spazio troppo stretto tra due veicoli impedisce di aprire correttamente le portiere. I feedback variano su questo punto a seconda delle dimensioni dei veicoli: un SUV largo non lascia la stessa margine di un’utilitaria in uno spazio di uguale larghezza.
Osservare la larghezza delle strisce sul pavimento fornisce un’indicazione. Se il veicolo fuoriesce dalla linea, significa che il posto è troppo stretto o che il posizionamento deve essere corretto prima di spegnere il motore.
Multa e responsabilità in caso di parcheggio problematico
Anche senza una distanza numerica nella legge, un parcheggio che impedisce il recupero di un altro veicolo rientra nel parcheggio problematico. Questa infrazione è sanzionata con una multa forfettaria, classificata come contravvenzione.
Il parcheggio molto problematico (su un attraversamento pedonale, davanti a un ingresso carrabile, in uno spazio riservato) comporta una multa più elevata e un possibile rimozione del veicolo. Parcheggiare troppo vicino a un’auto al punto da bloccarla può anche rientrare nel parcheggio problematico se un agente constata l’impossibilità di recupero.
In caso di contatto materiale durante una manovra di parcheggio parallelo, il conducente è tenuto a lasciare i propri dati sul parabrezza del veicolo colpito. Abbandonare il luogo senza farlo costituisce un reato di fuga, anche per un semplice graffio in un parcheggio.

Precauzioni concrete per evitare gli urti durante il parcheggio
Si possono ridurre i rischi senza aspettare che un testo stabilisca un numero di centimetri. Alcune abitudini sul campo cambiano le cose.
- Ripiegare gli specchietti retrovisori dopo essersi parcheggiati in parallelo stretto limita gli urti laterali causati dai veicoli che passano o dalle portiere dei vicini
- Controllare lo spazio rimanente scendendo dal veicolo, lato strada e lato marciapiede, consente di riposizionare l’auto prima di partire a piedi
- Evita di parcheggiare proprio dietro a un veicolo con le luci di retromarcia accese, segno che il conducente si sta preparando a manovrare
- Nelle strade strette in pendenza, mantenere un margine più ampio sul retro compensa il rischio di scivolamento, soprattutto in caso di pioggia
I sensori di parcheggio e le telecamere di retromarcia aiutano a valutare la distanza rimanente, ma non esonerano da un controllo visivo. Un sensore potrebbe non rilevare un oggetto basso (paletto, palo corto) o un paraurti arretrato.
Il parcheggio in città rimane un esercizio di adattamento. La giusta distanza tra due auto parcheggiate è quella che consente a ogni conducente di recuperare il proprio veicolo senza manovre eccessive e senza rischio di contatto. Mantenere questa logica in mente è meglio che cercare un numero che non esiste nella regolamentazione.